Maschera Metamorfosi
Cos’è la maschera per un adolescente occidentale?
Carnevale, Halloween, festa, eroi ed eroine di fumetti e pellicole; l’adolescenza è trasformazione, spesso accompagnata da un senso di vergogna e dalla necessità di proteggersi con una o più membrane; allora la maschera si fa oggetto la cui comprensione è ancora priva di una lettura mediata da codici storico-culturali e temporali e che, per questo, aderisce prevalentemente a una logica “estetica”.
E cosa non è (o non è ancora) una maschera per un adolescente occidentale?
la manifestazione rituale in una cultura; un canale divino per propiziare la vita (fertilità) o comunicare con la morte (l’aldilà); la consapevolezza di un filtro di osservazione distorto, coloniale, che trasforma una funzione antropologica in un feticcio da collezionare e musealizzare e, dunque, in un oggetto “morto”.
Attorno a queste considerazioni abbiamo sviluppato un progetto che, nella consapevolezza di rappresentare un granello di un universo tematico, ha tentato di sperimentare con leggerezza e profondità dell’Homo faber quanto sia necessario concepire il molteplice in sé e riconoscere l’altro da sé. In tal senso, questa attività laboratoriale si è configurata come attivatore di una metamorfosi del proprio sguardo, riconoscendone consapevolmente la parzialità del proprio osservare il mondo e la necessità, più che mai attuale, di estenderne gli orizzonti.
Il lavoro qui presentato è il frutto dell’operato di studentesse e studenti del primo biennio del Liceo Artistico Statale Caravaggio di Roma, insieme al prof. Santo Alessandro Badolato durante il corso di Discipline plastiche, scultoree e scenoplastiche.
Nella fase iniziale, oggetto di studio sono stati la comprensione e l’applicazione dei principi che regolano la costruzione della forma attraverso lo sviluppo di volumi e superfici e l’interazione che la luce ha con essi nell’azione del rivelare/nascondere, nonché lo studio dei parametri visivi plastico-spaziali.
I manufatti, prima progettati graficamente, sono stati poi modellati in creta e stampati in gesso (negativo), che ne ha copiato e reso replicabili le forme. L’applicazione successiva di un impasto di cartapesta all’interno dello stampo ha consentito la realizzazione di manufatti leggeri e facilmente manipolabili. Nella fase finale, lo studio di materiali convenzionali e non, di finiture e di texture è stato funzionale alla lavorazione delle superfici.
L’attività è stata anche occasione per gli studenti di approcciarsi a linguaggi e codici più complessi, attraverso la mediazione e la guida del docente, come la conferenza L’arte della metamorfosi. Le maschere nelle culture dell’Africa subsahariana tenuta da Ivan Bargna, professore di Archeologia e storia dell’arte musulmana presso l’Università di Udine, e l’esplorazione dei siti di due importanti musei parigini sull’argomento, il Musée national des arts asiatiques-Guimet e il Musée du Quai Branly-Jacques Chirac (arti e civiltà dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania e delle Americhe).
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