L’Istituto ha avuto il piacere di ospitare il Dott. Alessandro Romanello, responsabile dei fondi librari moderni della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei, per un intervento didattico di alto profilo focalizzato sulle strategie di propaganda del ventennio fascista. L’incontro è stato introdotto dalle professoresse Di Gioia Rossella e Fantini Maria Pia.
Il potere della parola e dell’immagine
Al centro dell’incontro, l’analisi delle strategie culturali di propaganda adottate durante il periodo fascista. Grazie alla sua esperienza diretta presso la prestigiosa Biblioteca Corsiniana, il Dott. Romanello ha mostrato agli studenti come il regime abbia saputo costruire un consenso capillare attraverso il controllo della cultura, dell’editoria e delle arti.
Particolarmente stimolante è stato il riferimento ai documenti originali conservati in Accademia: preziosi archivi che hanno permesso ai ragazzi di toccare con mano (seppur idealmente) le fonti primarie della nostra storia contemporanea.
Un ospite d’eccezione
Il Dott. Romanello non ha portato solo le sue competenze di archivista e bibliotecario, ma anche la sua sensibilità di studioso e intellettuale a tutto tondo. Responsabile dei fondi moderni ai Lincei, curatore di mostre e autore di saggi (come Poesia e negazione) e raccolte poetiche (Notifiche d’inesistenza), ha saputo trasmettere agli studenti l’importanza della conservazione del libro come strumento di libertà e memoria.
Un dibattito a 360 gradi sul primo Novecento
L’ultima parte della mattinata si è trasformata in un vivace incontro-dibattito che ha allargato l’orizzonte oltre la propaganda, abbracciando l’intero panorama storico, letterario, artistico e filosofico dei primi del ‘900.
Le domande degli studenti hanno toccato le avanguardie, la crisi dell’uomo moderno e il ruolo degli intellettuali in tempi di censura, trovando nel Dott. Romanello un interlocutore capace di intrecciare discipline diverse — dalla musica alla poesia — per restituire la complessità di un’epoca che ancora oggi interroga le nostre coscienze.
Per la 5E si è trattato di un’occasione preziosa per approfondire i programmi ministeriali con un approccio critico e multidisciplinare, a dimostrazione di quanto la sinergia tra scuola e istituzioni culturali d’eccellenza, come l’Accademia dei Lincei, sia fondamentale per la formazione dei cittadini di domani.


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